Non so quale specchio ti ha catturato
sigillandoti nei miei pensieri, nella mia carne
o se d’una ruga che mi scava il volto,
hai colto il cuore ai melograni del mio tempo .
Se fu pazzia, un ipotesi fortuita
una nota che varcò la soglia dell’ irreale
ma Reale ,Amore ,
come lacrima agli occhi d’ottobre mi giunge ,
tra foglie ormai stanche e braccia inaridite,
un germoglio di desiderio che non so tacere.
*
Anileda Xeka
Se provo a chiudere gli occhi riesco ad allungare le braccia
ed allacciare i polsi alla tua luna più vicina mentre riflessa
mi porta
Sono figlia e madre del pensiero che mi partorisce
ogni quando ti sento salirmi alla gola con urgenza e mi sei
lente d’ingradimento di questa distanza che m’accerchia
la testa e mi denuda.
Anileda Xeka
Nell'istante in cui perdo le parole
Io custodisco i segreti del Nulla
sapessi come ingombrano le case,
le tegole, mentre la pioggia scende giù rapida
dagli occhi svuotati delle nuvole e s’ appiglia
alle caviglie del solitario salice nel giardino
Ti racconterei ..,facendoti posto
sul centimetro quadrato in cui vivo,
bocca a bocca in cui annegare il respiro
e annegarci il quel non senso - senso che mi sfugge
mentre divieni canto nuovo in punta della lingua
nell’istante in cui ho perso le parole.
Anileda Xeka
avevi detto dobbiamo crescere,dobbiamo affacciarsi
con un un lume acceso nella notte a quelle finestre laggiù
saranno svegli di sicuro,i poeti non dormono mai.
ma questa notte mi sorprende nell’oscurità della mia stanza
non ha petali questo silenzio non è fior di loto nè una rosa.
il mare s’è ritirato verso l’ovest , le sue navi non giungono
più al porto.Questa notte mi trova stanca amica mia, mentre
il pensiero di te mi tiene sveglia strappandomi le palpebre.
Al.
pate thënë duhet të rritemi,duhet t’i afrohemi
Anileda Xeka
L'ultimo rintocco
è l’ultimo rintocco che sento ,lo so.La lancetta dell’orologio
ferma ad una promessa. S’è fatto tardi , lo capisco
e non ho una giacca da prestarti in questo freddo ottobbre
né qualcosa da dire o una foglia ancora verde nascosta nella manica
che ti racconti di me; solo un urlo t’insegue
destinato a morirmi tra le pareti della bocca.
“sono ancora tua più di quanto fui per me -niente più
che uno strascico d’ombra ,un nodo legato al tuo cuore.”
Al.
Është tik – taku i fundit që dëgjoj,e di.Akrepi i orës
ndalur në një premtim.U bë vonë, e kuptoj
Anileda Xeka
Cosi il silenzio
cosi è il silenzio tra di noi -
una bocca di perché ridetta a squarciagola
una di quelle strane sere che mi trova sveglia
e ti chiamo allo sfinire tanto da sentirti vicino cosi
un breve eterno smussato a mani nude che ancora sanguinano
in un palmo di mare dove basta poco per inabissarsi.
Domani avrei addosso il tuo profumo
mi cercherò nella mia camicia da notte e non mi troverò.
Anileda Xeka
Tormento
è carne di parola antica che brucia e s’inganna:
- sono albero solitario in questo deserto di briciole
non appartengo alle mie foglie,né alle dita senz’unghie
consumate senza bocca,senza sillaba
uno squarcio di cielo mancato,in gola -
quant’è breve il canto dell’usignolo
certe mattine d’estate
ed è subito ombra - ma non mi possiede.
Anileda Xeka
Il salice piangente
Fui un’ala in cerca d’azzurro
prima d’essere vento
tra le foglie
prima d’essere foglia e ramo
e tronco levigato di silenzi.
Piovono dalle mie braccia
i suoni d’un lontano violino.
Anileda Xeka
Fu un fiume in perenne muovimento la vita
Io fui pietra levigata dal mio tempo.
Anileda Xeka
Bentrovati amici